Tarkan’s Album Dünyayı sesiyle resmeden sanatçı. Her not, bir başyapıtThe artist who painted the world with his voice. Each note,
“Geççek” è un singolo di Tarkan che ha catturato l’attenzione non solo per il suo sound inconfondibile, ma anche per il suo messaggio profondamente attuale e speranzoso. I testi e la musica sono interamente opera di Tarkan stesso, con l’arrangiamento curato dal fidato collaboratore Ozan Çolakoğlu, la produzione di Hitt Music e il mastering impeccabile di Sterling Sound negli Stati Uniti, garantendo una qualità sonora di altissimo livello.
Tarkan ha rivelato che l’ispirazione per “Geççek” gli è venuta circa un anno prima della sua uscita, in un periodo in cui si sentiva particolarmente scoraggiato a causa della pandemia e di altre problematiche ambientali e sociali. Questa genesi personale è cruciale per comprendere l’intento del brano. “Volevo scrivere una canzone che sarebbe stata molto bella per tutti noi,” ha spiegato Tarkan, sottolineando il suo desiderio di offrire un barlume di speranza e resilienza in tempi difficili. La canzone è stata lanciata ufficialmente sul canale YouTube di Tarkan il 17 febbraio 2022, diventando rapidamente un fenomeno. Il videoclip che accompagna “Geççek”, della durata di 4 minuti, è una vera e propria opera cinematografica, diretta da İrfan Yıldırım. Le riprese sono state complesse e ambiziose, svolgendosi in oltre venti diverse location a Istanbul, coinvolgendo circa 30 attori e una vasta troupe di produzione di 60 persone, per un totale di quattro giorni di lavoro intenso.
La narrazione visiva è tanto potente quanto il messaggio della canzone. La clip si apre con scene di traffico intenso, un simbolo immediato del caos e della frenesia della vita moderna. Tarkan stesso appare nel ruolo enigmatico di un hacker con un cappuccio nero, la cui immagine viene proiettata in modo onnipresente: dagli schermi dei dispositivi elettronici ai giganteschi cartelloni pubblicitari di Istanbul, fino al campo visivo di un bambino immerso nella realtà virtuale con i suoi occhiali. Questa rappresentazione visiva suggerisce una presenza sottile ma pervasiva del messaggio della canzone. Il video mostra poi una carrellata di diversi segmenti della società, catturando la vita quotidiana e le sfide affrontate da molte persone: utenti dei trasporti pubblici, lavoratori da casa a causa della pandemia, operatori sanitari in prima linea, lavoratori tessili e studenti che studiano a distanza. Questa inclusività rafforza l’idea che il messaggio di “Geççek” è universale, rivolgendosi a chiunque stia attraversando un periodo difficile e abbia bisogno di credere che “passerà”. La canzone, attraverso la sua melodia coinvolgente e il video profondamente empatico, si consolida come un inno di speranza e un promemoria che anche i momenti più bui sono destinati a passare.
Traduzione in italiano del brano Geççek – Passerà
Non ti ha messo sempre alle strette?
Non ci ha già pugnalato alle spalle?
Di quale colpo si tratta? Non è il primo, dopotutto.
Sì, siamo caduti ma non ci siamo rialzati?
Non abbiamo sempre sfidato la vita?
Rasserenatevi, cosa non abbiamo superato?
Passerà passerà certamente anche questo passerà. Guarda e rendi luminoso il giorno della speranza Ooo Allora metteremo su i cembali e balleremo, OOo credetemi i giorni dei fiori sono molto vicini.
Passerà come è venuto così andrà via. Tutto ha una fine, anche questa sofferenza. Allora metteremo su i cembali e balleremo, credetemi i giorni dei fiori sono molto vicini. Aspetta, la maggior parte è andata, ne rimane solo un po’. Non farlo! Non affogare la tua estate nell’autunno e nell’inverno. La vittoria della pazienza è vicina. Sì, siamo caduti ma non ci siamo rialzati?
Non abbiamo sempre sfidato la vita?
Rasserenatevi, cosa non abbiamo superato?
Passerà come è venuto così andrà via. Tutto ha una fine, anche questa sofferenza. Allora metteremo su i cembali e balleremo, credetemi i giorni dei fiori sono molto vicini.
Sei andato troppo oltre, stiamo perdendo la testa. Non ti sei fermato, non hai ceduto, ora basta siamo terribilmente sopraffatti, togliti di torno. In ogni male c’è del buono. Ci siamo seduti e abbiamo imparato molte lezioni. Ma ora basta lo abbiamo capito. Vieni, padre mio, vieni da noi adesso! Se me lo chiedi, neanche io sto molto bene. La mia vecchia gioia se n’è andata. Non ho più né sale né pepe. (Non trovo più il sapore delle cose). Il mio corpo è troppo stretto, troppo stretto per la mia anima. Sto bruciando tanto, sto per trasformarmi in cenere. Vado controcorrente e prendo direzioni diverse. Ma la fine della pazienza è la pace, aspetto. So cosa sorgerà prima dell’alba.
