Tarkan’s Album Dünyayı sesiyle resmeden sanatçı. Her not, bir başyapıtThe artist who painted the world with his voice. Each note,
Nel 1994, Tarkan pubblicò il suo secondo album, intitolato “Aacayipsin”. Con questo lavoro, Tarkan si affermò come uno dei nomi più influenti della musica pop turca. L’album, che rappresenta uno dei principali punti di svolta nella carriera dell’artista, sfiorò i 2,5 milioni di copie vendute in Turchia. Il successo superò i confini nazionali, con l’album che fu pubblicato anche in alcuni paesi dell’Europa e dell’Asia, vendendo oltre 950 mila copie in Europa.
Thank you for reading this post, don't forget to subscribe!Grazie a questo progetto musicale, che divenne un fenomeno in tutta la Turchia, Tarkan tenne oltre 30 concerti tra Turchia ed Europa. Di questi, 25 concerti furono sponsorizzati da Doritos Panço e l’artista fu accolto da circa diecimila spettatori nei suoi concerti negli stadi di diverse province turche. Con l’album “Aacayipsin”, Tarkan iniziò a farsi conoscere e ad avere successo nei paesi europei e asiatici.
“Hepsi Senin Mi?” è una delle canzoni più amate dell’album. Il brano, pubblicato come singolo nel 1999, è uno dei suoi maggiori successi e contribuì enormemente alla sua popolarità internazionale.
Dettagli dell’album Aacayipsin
- Tracce: 12
- Etichetta: İstanbul Plak
- Formato: CD, Album
- Paese: Turchia
- Uscita: 1994
- Genere: Electronic, Pop
- Stile: Tribal, Synth-pop
Crediti di Produzione
- Produzione: İSTANBUL PLAK
- Produttore: ŞAHİN SÖĞÜTOĞLU, MEHMET SÖĞÜTOĞLU
- Direttore musicale: RIZA EREKLİ
- Accordi: OZAN ÇOLAKOĞLU
- Supervisore: TARKAN
- Design creativo: TARKAN
- Tonmaister: ALP TURAÇ PINYO DENEB
- Mix: PINYO DENEB OZAN ÇOLAKOĞLU
- Grafica: GİFT AJANS
- Fotografia: SEVİL SERT
- Mastering: DUYAL KARAGÖZOĞLU
- Stampa: ONUR OFSET
- Vocal: Metin Can Erkencigil
Video Clip e Singoli
“Dön Bebeğim” (12 Luglio 1995)
“Hepsi Senin Mi?” (29 Maggio 1994)
“Unutmamalı” (29 Maggio 1994)
“Gül Döktüm Yollarına” (15 Luglio 1994)
“Bekle” (22 Luglio 1994)
“Kış Güneşi” (30 Gennaio 1995)
“Şeytan Azapta” (2 Maggio 1995)

Şıkıdım (Hepsisenin mi)
Guitar – Erdem Sökmen
Vocals – Levent Yüksel, Sertap Erener, Tarkan Tevetoğlu, Ümit Sayın
Written-By – Sezen Aksu
Il Ritmo Irresistibile di Şıkıdım: Un Inno alla Seduzione
“Şıkıdım (Hepsisenin mi)” è senza dubbio uno dei brani più celebri e riconoscibili di Tarkan, una vera icona della musica pop turca. Con il suo ritmo incalzante e contagioso, è una canzone che invita immediatamente al ballo e alla gioia di vivere. Ma oltre alla sua irresistibile energia, “Şıkıdım” porta con sé un messaggio di autoaffermazione, seduzione e libertà espressiva.
Il titolo stesso, “Şıkıdım”, è onomatopeico e richiama il suono ritmico dei movimenti, del ballo, ma anche il modo di fare civettuolo e affascinante. La frase tra parentesi, “Hepsisenin mi?” che significa “È tutto tuo?”, aggiunge un tocco di sfida giocosa, come a dire: “È davvero tutto tuo, quello che vedi? Sei sicuro di potermi gestire?”.
La canzone celebra la sicurezza di sé, la spontaneità e il piacere di essere al centro dell’attenzione. Tarkan, con la sua inconfondibile presenza scenica, incarna perfettamente lo spirito del brano: un invito a lasciarsi andare, a ballare senza inibizioni e a esprimere liberamente la propria sensualità e il proprio carisma. Non è solo un ballo, è un atteggiamento, un modo di vivere la vita con disinvoltura e fascino.
“Şıkıdım” è un’esplosione di energia positiva che invita tutti a godersi il momento, a sentirsi desiderabili e a non prendersi troppo sul serio, pur mantenendo un’aura di mistero e irresistibilità.
Traduzione in lingua italiana del testo della canzone Şıkıdım (Hepsisenin mi) – È tutto tuo?
Sii te stessa, non fingere di essere qualcun’altra,
Così sei molto più bella.
O vieni da me, autentica, autentica,
O puoi anche andare via.
Il cocco di mamma, (letteralmente: “l’agnellino di sua madre”, un modo affettuoso ma ironico)
L’angolo del mio fegato (un’espressione turca che significa “un pezzo del mio cuore”, “molto caro/a”).
Ragazza, che vanteria è questa?
Ragazza, è tutto tuo?
È tutto tuo?
È tutto tuo?
Non ballare [al ritmo] şıkıdım, şıkıdım,
Non ballare [al ritmo] şıkıdım, şıkıdım,
Non ballare [al ritmo] şıkıdım, şıkıdım,
Ah, sei volubile (o “giri e rigiri”), ah sei incredibile!
Non sono né pazzo né fuori di testa, so come va a finire.
Non pensare che io mi rovinerò per te.
Non mi piace il tuo gioco.
Dai, mettiti in posa, dai, fai i capricci,
Dai, io sopporto, sono d’accordo.
Sei la migliore, sei il top.
Dai, sono al tuo servizio.
Ragazza, è tutto tuo?
È tutto tuo?

Dön Bebeğim
Acoustic Guitar, Classical Guitar – Erdem Sökmen, Erdinç Şenyaylar
Bass Guitar – Levent Yüksel, İsmail Soyberk
Flute – Levent Altındağ
Percussion – Cem Erman
Written-By – Ümit Sayın
“Dön Bebeğim” (Torna Amore Mio) è una perla dell’album “Aacayipsin”, che rivela una sfaccettatura più malinconica e vulnerabile di Tarkan. È una canzone carica di emozione e struggente. Il Cuore Spezzato di “Dön Bebeğim” è una richiesta di ritorno e nostalgia.
“Dön Bebeğim” è un brano che si distingue nel dinamico album “Aacayipsin” per la sua profonda malinconia e il suo intenso desiderio. Lontana dai ritmi scatenati di altri successi, questa canzone è una vera e propria supplica d’amore, un grido accorato di chi attende disperatamente il ritorno della persona amata. Il significato centrale di “Dön Bebeğim” ruota attorno alla nostalgia, al rimpianto e alla speranza in un ricongiungimento. Il testo esprime il dolore per la separazione e la consapevolezza che, senza l’altro, la vita perde colore e significato. Tarkan, attraverso questa melodia toccante, incarna la vulnerabilità di chi non riesce ad accettare la fine di una relazione, o di chi vive con l’assillo di un addio non definitivo. È una canzone che parla di mancanza profonda, di ricordi che bruciano e di un amore che si rifiuta di morire, nonostante la distanza o le incomprensioni. La frase “Dön Bebeğim” è una implorazione diretta e sentita, un appello a un ritorno che possa curare le ferite e riaccendere la fiamma spenta. Trasmette un senso di attesa quasi dolorosa, ma anche la ferma convinzione che l’amore, alla fine, possa vincere su tutto.
Traduzione in lingua italiana del testo della canzone “Dön Bebeğim” – Torna Amore Mio
Tra le braccia della notte, senza di te
il sonno non concilia sui occhi.
Anche se questa oscurità mi consuma,
Non rinuncerò a te, al fuoco del tuo amore.
So che i giorni torneranno di nuovo a nascere quando le tue mani mi toccheranno e il mio cuore brucerà.
So che tutto rivivrà di nuovo.
Quando ti abbraccerò al collo, i tuoi occhi si riempiranno di lacrime di emozione.
Cammino nel buio della notte, lascio andare il mio sole. Vedo le mie rose che si aprono una ad una. Cammino nel buio della notte, passo attraverso i peccati, schiaccio una ad una le finte effusioni d’amore (o “i finti amori”). Torna amore mio, torna, sono senza speranza. La separazione non dura così a lungo. Torna amore mio, sono un fiume di dolore. Torna, torna amore mio, sono pieno di nostalgia.

Şeytan Azapta
Electric Guitar – Gür Akad
Lyrics By – Sezen Aksu
Music By – Ozan Çolakoğlu
Vocals – Ebru Aydın, Tarkan Tevetoğlu
La frase “şeytan azapta” (il diavolo è in pena/soffre) in turco è usata colloquialmente per descrivere una situazione in cui qualcuno è irrequieto, impaziente, o “con l’argento vivo addosso”, spesso a causa di un’energia repressa o di un desiderio non soddisfatto. Immagina il diavolo che, non potendo fare il male, si tormenta per la noia o per l’incapacità di agire. Questa è l’energia di “Şeytan Azapta”!
L’Irrequietezza Seducente di “Şeytan Azapta”: Il Diavolo è in Pena…
La terza traccia dell’album “Aacayipsin”, “Şeytan Azapta”, è un brano che pulsa di una energia quasi febbrile, una irrequietezza che cattura l’ascoltatore dal primo istante. Sebbene la traduzione letterale della frase turca “şeytan azapta” sia “il diavolo è in pena” o “il diavolo soffre”, nel contesto della canzone di Tarkan il significato si trasforma in qualcosa di molto più suggestivo e passionale: il “diavolo” è stuzzicato dai bollenti spiriti.
Questa canzone incarna l’immagine di un’anima impaziente, desiderosa e quasi tormentata da una brama inarrestabile. Non si tratta di sofferenza in senso negativo, ma piuttosto di una vibrante agitazione interiore, di una energia vitale che spinge all’azione, al desiderio, forse a un amore non ancora consumato o a una passione incontenibile. Il ritmo incalzante e la melodia avvolgente di Tarkan amplificano questa sensazione di tensione seducente, come se il protagonista fosse sul punto di esplodere di desiderio.
“Şeytan Azapta” è un inno a quell’energia irrefrenabile che ci spinge verso ciò che desideriamo, un’ode alla passione che non trova pace e che, proprio come un diavolo “in pena” per l’inattività, cerca sfogo nell’espressione più audace dei sentimenti. È un invito a lasciarsi travolgere da questa brama, trasformandola in danza, in seduzione, in una ardente ricerca. La frase “Monotoni megamoni” tradotta letteralmente è monotonia di tanti soldi. Moni in turco significa soldi. Mentre per monotonia qui si intende un qualcosa che si ripete e che diventa noioso una sorta di assillo ed è per questo che ho tradotto: Ero arrivato a Galata con il chiodo fisso di un bel pò di soldi.
Traduzione in lingua italiana del testo della canzone “Şeytan Azapta” – Il Diavolo è in Pena
Andavo a lavorare
come sempre di mattina presto,
stremato dall’ossido di carbonio, dal monossido e dal traffico.
Qualcuno stava sul marciapiede
e qualcun altro saliva in auto.
Sono arrivato a Galata con il chiodo fisso di un bel po’ di soldi.
Poi ti ho vista, ti ho vista come una gemma rara e all’istante hai distrutto il mio equilibrio, ooooh!
Sono rimasto di sasso, Ahi, ahimè, stavo bruciando! Forse qualcuno mi aveva lanciato una maledizione (o “la maledizione di qualcuno si è avverata”),
Ho persino creduto alla magia.
Ti ho vista, ti ho vista come una gemma rara e all’istante hai distrutto il mio equilibrio, ooooh!
In quel momento è successo che,
quel vento civettuolo ha fatto alzare la tua gonna. Non è colpa mia, ma ha rovinato,
tutte le mie buone intenzioni. Credimi.
Il diavolo è in pena,
Il diavolo è in pena.
Sto scherzando, la mia condizione è terribile. Sono davvero arrabbiato con il mio destino, ahimè!
Avevo dimenticato come sta il mondo,
Sono caduto in un guaio, gridando e piangendo.
Ti ho vista, ti ho vista come una gemma rara e all’istante hai distrutto il mio equilibrio, ooooh!
Il diavolo è in pena,
Il diavolo è in pena.

Bekle
Acoustic Guitar – Erdem Sökmen
Bass Guitar – İsmail Soyberk
Flute – Levent Altındağ
Lyrics By – Ümit Sayın
Music By – Ozan Çolakoğlu
Percussion – Cem Erman
Vocals – Cihan Okan, Ebru Aydın, Sertap Erener, Tarkan Tevetoğlu, Şebnem Ferah
“Bekle” è una canzone che evoca un senso profondo di pazienza, speranza e un’attesa quasi sacra. Lontana dalla vitalità esplosiva di “Şıkıdım” o dalla malinconia più acuta di “Dön Bebeğim”, questo brano ci avvolge in un’atmosfera di calma riflessione, tipica di chi attende con fede un evento importante o il ritorno di una persona cara. Il significato di “Bekle” è intrinsecamente legato alla promessa. È un invito ad “aspettare”, non con passività, ma con la certezza che ciò che è stato promesso si realizzerà. La canzone può riferirsi all’attesa di un amore che deve ancora manifestarsi pienamente, al ritorno di qualcuno che si è allontanato, o persino all’arrivo di un futuro migliore. Tarkan, con la sua interpretazione, infonde nel brano un senso di serenità e di resilienza, trasformando l’attesa da un peso in un atto di fiducia. “Bekle” celebra la forza dell’animo umano nel perseverare di fronte all’incertezza, nutrendo la speranza e mantenendo viva la fiamma dell’affetto o del desiderio. È una melodia che consola e rassicura, sussurrando che la pazienza sarà ripagata e che ogni attesa, se vissuta con il cuore, porta con sé la dolcezza di una promessa che si sta per avverare.
Traduzione in lingua italiana del testo della canzone “Bekle” – Aspettami
Le sue ali portano incubi,
L’inverno gelido scorre nel suo sangue,
gli si insinua nella lingua, e rimane lì bloccato.
Dietro di sé, lascia una speranza stanca,
lascia la notte in esilio.
Il suo volto spaventato si confonde con il giorno.
L’attesa è come una morte infinita.
Se vuoi che il giorno sia domani,
che la tua rosa non rimanga selvatica.
che i tuoi occhi continuano a essere gioiosi…
Aspetta,
Aspetta,
Aspetta,
Aspettami.
Verrò.
Aspetta, aspettami.
Tornerò.
Mentre il mio sole avvolgeva alla tua pelle,
Nel giardino sereno del paradiso,
ho visto bambini felici.
I loro volti erano fiori colorati.
I miei occhi si sono abbagliati, oh-oh-oh-oh.
Aspetta, aspettami.
Verrò.
Mentre i miei fiumi impetuosi scorrono sulle montagne…

Eyvah!
Lyrics By – Tarkan Tevetoğlu
Music By – Ozan Çolakoğlu, Tarkan Tevetoğlu
Vocals – Cihan Okan, Deniz Arcak, Ebru Aydın, Levent Yüksel, Sertap Erener, Tarkan Tevetoğlu, Özkan Uğur, Ümit Sayın, Şebnem Ferah
“Eyvah!” è una esclamazione turca che si traduce come “Ahi!”, “Oh no!”, “Ahimè!”, ed è esattamente il cuore pulsante di questa canzone. È un brano che si discosta dalle atmosfere seducenti o malinconiche per addentrarsi nel regno del rimpianto, della consapevolezza degli errori e del senso di impotenza di fronte a situazioni irrecuperabili. Il significato centrale di “Eyvah!” risiede in un grido di disperazione o frustrazione che emerge quando ci si rende conto di aver commesso un errore, di aver perso un’opportunità o di aver affrontato una conseguenza spiacevole. Tarkan, attraverso questa melodia, incarna quel momento di lucidità dolorosa in cui si riconosce la propria parte di responsabilità, o semplicemente si constata l’inevitabilità di una situazione sfavorevole. La canzone esprime la fragilità umana di fronte al destino o alle proprie scelte. Non è un brano di rabbia, ma piuttosto di una rassegnazione amara, di quel “Ah, se solo avessi…” che risuona nel profondo dell’anima. “Eyvah!” è un inno a quei momenti in cui il cuore affonda, la voce si spezza in un lamento e ci si ritrova a fare i conti con la cruda realtà, accettando il proprio sconforto.
Traduzione in lingua italiana del testo della canzone “Eyvah!” – Ahimè!
Consapevolmente, mi ha cercato e mi ha trovato di nuovo.
Ha disperso, ha distrutto, ha spazzato via le ceneri.
Ah, non sono riuscito a scappare, mi ha catturato di nuovo.
Ahimè!
Il suo tormento, le sue punizioni mi hanno consumato.
Le sue parole sgarbate mi hanno gelato.
Non sono riuscito a liberarmi, mi ha ammanettato.
Ahimè!
Il mio angelo nero si è posato di nuovo sulla mia spalla.
La mia lingua si è bloccata, le mie parole si sono ghiacciate.
Non sono riuscito a sciogliermi, mi ha annodato.
Ahimè!
Le sue bugie mi fanno impazzire, impazzire!
I suoi sguardi mi rendono irrequieto.
Non sono riuscito ad abbandonarla, mi ha stregato.
Ahimè!
(La mia spina nel fianco, un difetto di confezionamento)
(Questa donna è l’incubo delle mie notti)
(In cielo, in terra, lei è sempre con me)
(Questa donna è ovunque, morirò alla fine)
Mi cerca, mi chiede, viene.
Ahimè, ahimè!
Torna indietro, giura, mi ama.
Ahimè!

Kış Güneşi (Sole d’Inverno)
Parole: Yıldız Tilbe Musica: Nurhat Şensesli
Il Contesto: Un Capolavoro dell’Amore Fugace
Kış Güneşi (Sole d’Inverno) si erge come uno dei gioielli più emotivi e intrisi di malinconia dell’album di punta del 1994, Aacayipsin. Sebbene l’album sia noto per i suoi ritmi dance e i testi sfrontati, questa ballata regala un momento di profonda introspezione. È un’opera magistrale nata dalla penna della poeta Yıldız Tilbe e composta da Nurhat Şensesli, un trio artistico che ha saputo infondere nel brano una nostalgia palpabile.
L’Analisi Emotiva: Sole d’Inverno
La canzone è un trattato sulla fugacità di un amore che non riesce a scaldare completamente. L’espressione “Sole d’Inverno” è la metafora perfetta: una luce calda e ingannevole in un periodo freddo, un amore che promette conforto ma svanisce rapidamente, lasciando dietro di sé solo tristezza. Tarkan, con la sua ineguagliabile maestria vocale, trasmette ogni sfumatura di questa sofferenza: affronta il tema di un amore sfuggente, desiderato ma irrealizzabile, un amore “vissuto senza coraggio e senza sfida”.
Il testo evoca una profonda nostalgia e il desiderio non realizzato di qualcosa che poteva essere, ma che si è disperso a causa di “momenti sbagliati” e “persone sbagliate”. La rassegnazione finale – “Ho chiuso il mio cuore fino al giorno del giudizio finale” – la rende una delle canzoni più sentite, definitive e commoventi di tutta la discografia di Tarkan.
🎶 Testo Tradotto Kış Güneşi
Sole d’Inverno
Ormai è troppo tardi, non supplicarmi. Non c’è ritorno a quegli anni. Sappi che questo è il tuo ultimo addio. Senza coraggio, senza osare sfidare, un amore non può essere vissuto.
Momento sbagliato. Persona sbagliata. È impossibile resistere in amore. Sono stanco degli amori rattoppati. Una falsa primavera. Il Sole d’Inverno. Sono stanco di perderti ogni volta che ti trovo. Ho chiuso il mio cuore fino alla fine dei tempi.
Il mio cuore pazzo straripa di rabbia, oh, cosa vedono questi occhi! La nostalgia non fa per me. Il tuo desiderio dentro di me. Ti farà crescere di nuovo.

Unutmamali
Acoustic Guitar – Erdinç Şenyaylar
Bass Guitar – İsmail Soyberk
Cello – Özer Argun
Oud – Levent Yüksel
Strings – Şenyaylar Yaylı Grubu
Written-By – Tarkan Tevetoğlu
“Unutmamalı”: Il Ricordo Tenace di un Amore Ferito e Inestimabile
“Unutmamalı” (Non Si Deve Dimenticare) è una traccia che si immerge nelle profonde e dolorose conseguenze di un amore ferito, ma che eleva al contempo il valore inestimabile del sentimento e della memoria. L’inizio della canzone è un susseguirsi di accuse e sofferenze (“Hanno detto che mi hai dimenticato”, “Hanno detto che mi hai tradito”), che descrivono un cuore offeso e distrutto dalle voci e dalla percezione di un tradimento.
Tuttavia, il brano si evolve da un lamento a un potente manifesto sull’essenza dell’amore vero. Il significato centrale di “Unutmamalı” è un’esortazione a una forma di amore assoluto e incondizionato: quello che si ama “con tutto il cuore come un pazzo”, per il quale si “darebbe il mondo intero”. È un richiamo a non ferire chi ama, ma piuttosto a riconoscere e custodire il suo valore. La canzone sottolinea l’importanza di non dimenticare i momenti felici, di trovare conforto nei ricordi e di puntare a un futuro condiviso e indissolubile.
“Unutmamalı” è, in definitiva, un inno alla resilienza dell’amore e della memoria. Nonostante le ferite e le delusioni, il messaggio è di perseverare, di ricordare con affetto e di costruire un futuro senza separazioni. È una melodia che ci ricorda che, anche quando il cuore è spezzato, il vero valore dell’amore e dei ricordi è qualcosa che “non si deve mai dimenticare”.
Traduzione in lingua italiana del testo della canzone “Unutmamali” – Non dobbiamo dimenticare
Hanno detto che mi hai dimenticato,
Hanno detto che non mi hai mai amato.
Sono offeso, amore.
Hanno detto che era una bugia,
che è stato solo per un momento.
Mi sento ferito, amore.
Hanno detto che mi hai tradito,
che non ti importa niente di me.
Sono distrutto, amore.
Bisogna amare con il cuore come un pazzo, con tutto il cuore.
Bisogna dare il mondo per l’altra metà e non ferire chi ama ma conoscere il suo valore. Non dobbiamo dimenticare quei bei giorni e rallegrare i nostri cuori con i ricordi e consolarci. Dobbiamo ricordare, ricordare con amore. Dobbiamo rendere piacevole il futuro e non separarci mai.

Gül Döktüm Yollarına
Bass Guitar – İsmail Soyberk
Darbouka – Celal, Seyfi
Guitar, Oud – Erdinç Şenyaylar
Kanun – Halil Karaduman
Strings – Şenyaylar Yaylı Grubu
Vocals – Cihan Okan, Deniz Arcak, Ebru Aydın, Levent Yüksel, Sertap Erener, Özkan Uğur, Ümit Sayın, Şebnem Ferah
Written-By – Tarkan Tevetoğlu
“Gül Döktüm Yollarına”: Un Inno Passionale all’Amore Che Conquista
“Gül Döktüm Yollarına” è un brano che pulsa di passione ardente e determinazione amorosa. Il titolo stesso, “Ho Sparso Rose sul Tuo Cammino”, evoca immediatamente una immagine di dedizione totale e di un cammino che si vuole rendere accogliente per la persona amata. Questa canzone si presenta come una dichiarazione esplicita e quasi impaziente di un amore travolgente, dove il protagonista non accetta indugi o titubanze.
Il testo è un mix vibrante di convinzione, desiderio e un pizzico di impazienza giocosa. Da un lato, c’è la certezza che l’amore è ricambiato (“Si legge nei tuoi occhi, mi ami; le tue parole ti tradiscono, anche tu lo vuoi”); dall’altro, c’è l’insistenza affinché l’altro si lasci andare (“Dai, non fare la difficile”). La canzone trasmette l’urgenza di un amore che non vuole più aspettare, che è pronto a trasformare i sogni in realtà e a superare ogni ostacolo. Con le sue immagini vivide di “diventare giorno e notte”, “stelle nel cielo” e “correre verso un futuro felicr”, “Gül Döktüm Yollarına” è un inno alla fusione delle anime e a un futuro condiviso. È la voce di chi è così certo del proprio amore e del desiderio dell’altro da non avere più pazienza per l’attesa, ma solo la voglia di costruire insieme una felicità immediata e duratura. Un pezzo che celebra la bellezza e la forza di un amore incondizionato e proattivo.
Traduzione in lingua italiana del testo della canzone “Gül Döktüm Yollarına” – Ho Sparso Rose sul Tuo Cammino
Si legge nei tuoi occhi che mi ami.
Le tue parole ti tradiscono, anche tu lo vuoi. Alla fine sarai mia, dai, non fare la difficile. L’amore e la passione li troverai in me, non buttarli via. Non farmi stancare, non farmi annoiare. Basta, non farmi arrabbiare. Vieni tra le mie braccia, ho sparso rose sul tuo cammino.
Vieni, diventiamo giorno e notte,
Vieni, diventiamo come le stelle nel cielo.
Corriamo verso un futuro felice.
Vieni, siamo felici insieme.
La notte senza te non passa mai, i sogni non bastano. L’amore dentro di me si ribella, la mia pazienza si esaurisce. Alla fine sarai mia, dai, non fare la difficile.
L’amore e la passione li troverai in me, non buttarli via.
Non farmi stancare, non farmi annoiare.
Basta, non farmi arrabbiare.
Vieni tra le mie braccia, ho sparso rose sul tuo cammino, ah.
Vieni, diventiamo giorno e notte,
Vieni, diventiamo come le stelle nel cielo.
Corriamo verso un futuro felice.
Vieni, siamo felici insieme.

Durum Beter
Acoustic Guitar, Oud – Erdinç Şenyaylar
Bass Guitar – İsmail Soyberk
Clarinet – Mustafa Süder
Darbouka – Celal, Seyfi
Kanun – Halil Karaduman
Strings – Şenyaylar Yaylı Grubu
Vocals – Cihan Okan, Deniz Arcak, Ebru Aydın, Levent Yüksel, Sertap Erener, Özkan Uğur, Ümit Sayın, Şebnem Ferah
Written-By – Tarkan Tevetoğlu
“Durum Beter” – Andrà sempre peggio, è una delle canzoni più critiche e socialmente consapevoli di Tarkan in “Aacayipsin”. Il brano si presenta come un grido di frustrazione e disillusione nei confronti della superficialità, della cupidigia e del disordine del mondo moderno. Nonostante l’apparente invito iniziale a godersi la vita e a ignorare i problemi (“Goditela, dimentica i problemi”), il testo rivela una profonda rassegnazione amara e una esortazione a non fidarsi di un mondo che sta “bruciando”. Il significato della canzone è un monito a riconoscere la gravità della situazione, affrontando temi come l’avidità (“Sempre scambi”), le false promesse e la perdita di innocenza (“I bambini sono in pericolo”, “I cuori sono polvere e fumo”). Tarkan esprime un senso di sopportazione al limite (“Sono stufo, sono stufo”) e un invito a fermarsi e riflettere. “Durum Beter” è un pezzo che spinge l’ascoltatore a pensare criticamente sul caos della vita e a non farsi ingannare dai “domani bugiardi”, sottolineando che l’unica via d’uscita è la consapevolezza e una profonda riflessione sulle verità amare della realtà.
Traduzione in lingua italiana del testo della canzone “Durum Beter” – Andrà sempre peggio
Goditela, dimentica i problemi,
Non preoccuparti, il mondo è effimero.
La vita è un indovinello, un puzzle,
Non pensare nemmeno a risolverlo.
La vita è un indovinello, un puzzle,
Non pensare nemmeno a risolverlo.
Tutti gli acquisti fatti, promesse infinite.
Nei litigi ci sono sale e pepe.
Sono stufo, sono stufo
Fermatevi, basta, la situazione andrà sempre peggiore!
Non farti ingannare amico mio, non credere amico mio, nei domani bugiardi.
Il mondo brucia, il mondo finisce,
Pensa intensamente.
Goditela, dimentica i problemi,
Non preoccuparti, il mondo è effimero.
La vita è un indovinello, un puzzle,
Non pensare nemmeno a risolverlo.
La vita è un indovinello, un puzzle,
Non pensare nemmeno a risolverlo.
I fiori non sbocciano,
I cuori sono polvere e fumo.
I bambini sono in pericolo.
Sono stufo, sono stufo
Fermatevi, basta, la situazione andrà sempre peggiore!
Non farti ingannare amico mio, non credere amico mio nei domani bugiardi.
Il mondo brucia, il mondo finisce,
Pensa intensamente.

Gitme
Acoustic Guitar, Classical Guitar – Erdinç Şenyaylar
Bass Guitar – İsmail Soyberk
Lyrics By – Kemal Sayın, Ümit Sayın
Music By – Ümit Sayın
Ney – Ercan Irmak
Piano – Ozan Çolakoğlu
“Gitme” è un’accorata ballata che esplora la vulnerabilità e la disperazione di fronte alla paura dell’abbandono. In questo brano, L’autore si spoglia di ogni sicurezza, rivelando un cuore che supplica di non essere lasciato. È una canzone intrisa di una emozione profonda e di una malinconia palpabile, tipica di chi vede la propria esistenza legata indissolubilmente a quella della persona amata. Il significato centrale di “Gitme” ruota attorno alla dipendenza emotiva e alla consapevolezza che la vita perderebbe ogni senso senza l’altra persona. Le metafore di un “sole che non sorgerà” e di una “vita senza primavera” se l’amata se ne andasse, sottolineano la drammaticità di questa prospettiva. Il testo è una serie di domande retoriche e suppliche disperate, un tentativo di fermare l’inevitabile o di convincere l’altra persona a restare, promettendo un amore che è l’unica ancora di salvezza. “Gitme” è un inno alla fragilità dell’amore e alla forza del desiderio, che non può accettare la separazione. È un’espressione onesta del dolore che precede la perdita, un lamento che risuona nel profondo dell’anima, ricordandoci quanto possiamo essere vulnerabili quando il nostro cuore è completamente donato.
Traduzione in lingua italiana del testo della canzone “Gitme” – Non andare
Ogni volta che mi vieni in mente,
Una stella cade dentro di me.
Ti vedo e in quell’istante,
la pioggia cade sul mio palmo.
Se te ne vai, il mio sole non sorgerà,
Un’onda di dolore avvolgerà i miei occhi.
Se dicessi “Non andare, anima mia”,
Resteresti con me?
Se dicessi “Non andare, anima mia”,
Ti piacerebbe stare con me?
Non andare, non andare, non andare, ah non andare!
La notte è senza alba,
La mia vita è senza primavera.
Se rimango senza di te,
morirò davvero.
Non andare, non andare, non andare, ti prego!
I tuoi capelli ricci, si bagnano quando li tocco.
Ogni volta che mi vieni in mente,
il tempo si ferma.
Se te ne vai, il mio sole non sorgerà,
Un’onda di dolore avvolgerà i miei occhi.
Se dicessi “Non andare, anima mia”,
Resteresti con me?
Se dicessi “Non andare, anima mia”,
Ti piacerebbe stare con me?

Seviş Benimle
Lyrics By – Leyla Tuna
Music By – Ozan Çolakoğlu
Vocals – Sertap Erener, Tarkan Tevetoğlu
“Seviş Benimle” è una delle canzoni più audaci e visceralmente erotiche dell’album Aacayipsin. Questo brano non si limita a esplorare il romanticismo, ma si immerge in una passione cruda, quasi primordiale, invitando all’abbandono totale dei freni inibitori e alla fusione completa tra due amanti. Il significato del testo è un’esortazione a liberarsi di ogni convenzione e pudore, a lasciarsi travolgere dall’istinto più profondo. Le immagini di “togliersi i vestiti di fuoco” e di una “nudità più calda del fuoco” creano un’atmosfera di intensa intimità e desiderio bruciante. L’invito a “fare l’amore” e “combattere” suggerisce una dinamica di relazione in cui la passione è talmente forte da trascendere i confini, diventando quasi una lotta per la fusione delle anime e dei corpi. “Seviş Benimle” celebra una notte senza limiti, senza soste, dove il tempo si ferma e ogni inibizione viene sciolta. Il riferimento alla morte “vicina” non è morboso, ma piuttosto una esaltazione dell’intensità del momento presente, come se ogni istante di passione vivesse al limite, rendendo la vita più vivida. È un inno alla libertà sensuale, all’eliminazione delle barriere tra gli amanti e all’esperienza di un amore che è allo stesso tempo seducente, spaventoso, e completamente avvolgente.
Traduzione in lingua italiana del testo della canzone “Seviş Benimle” – Fai l’amore con me
Togli i tuoi vestiti di fuoco,
Che rimanga solo la tua nudità.
Più calda del fuoco.
La luna è nella stanza ora,
La luna è nel letto.
Sotto la luna, sembri ancora più nuda.
Donati a me
e il tuo corpo cresce nella notte.
Tu non sei più tu.
Dai, dai, parla con me.
Hai pudore delle mie parole.
Fai l’amore con me, combatti con me.
Mescoliamoci l’uno nell’altra.
Non mettere fine alla notte.
Non c’è sosta, non c’è fermata.
Questa è l’ultima notte, la morte è vicina.
Parla con me, fai l’amore con me.
Sii senza limiti, sii senza inibizioni.
Fai l’amore con me, combatti con me.
Devi essere fredda e sinuosa come un serpente.
Devi essere seducente e spaventosa come una bugia.
Tu non sei più tu.
Anche io non sono più io.
Fai l’amore con me, parla con me.
Solo amore e notte.
La morte è a un passo.
Questa è l’ultima notte, la morte è vicina.
Parla con me, fai l’amore con me.
Sii senza limiti, sii senza inibizioni.
Fai l’amore con me, combatti con me.

Biz Nereye
Acoustic Guitar, Classical Guitar – Erdinç Şenyaylar
Bass Guitar – İsmail Soyberk
Drum – Ozan Çolakoğlu
Electric Guitar – Gür Akad
Vocals – Gür Akad, Orhan Atasoy, Rıza Erekli,Tarkan Tevetoğlu
Written-By – Rıza Erekli
“Biz Nereye” è una traccia che chiude idealmente l’album “Aacayipsin” con un tono più riflessivo e un senso di inquietudine romantica. Il brano esplora l’incertezza del futuro in una relazione, ponendo la domanda cruciale: “Dove stiamo andando?”. Nonostante l’incertezza, emerge una profonda e incondizionata dedizione all’altra persona.
Il significato centrale di “Biz Nereye” risiede nella tensione tra l’abbandono al sentimento e la consapevolezza dell’ignoto. Il protagonista è “legato alle parole” e “costretto agli occhi” dell’amato, suggerendo una dipendenza emotiva totale, quasi inevitabile. La vita è presentata come qualcosa di effimero e imprevedibile, dove “il vento è sorto e cosa resterà?”. Questa consapevolezza non porta però alla paura, ma a una sorta di follia d’amore in cui l’unica certezza è la presenza dell’altro.
La canzone è un inno a una connessione profonda che trascende le circostanze esterne. L’immagine dell’uccello alla finestra che rimane “anche se chiudi la tenda” simboleggia una fedeltà e una presenza costanti, al di là di ogni ostacolo o distanza. “Biz Nereye” è quindi un brano che celebra l’amore come un viaggio condiviso in un “mare di tempo”, un’avventura di cui non si conosce la destinazione, ma che si è disposti a intraprendere con fiducia, purché sia al fianco della persona amata. È un finale che lascia con un senso di mistero e una promessa di devozione eterna.
Traduzione in lingua italiana del testo della canzone “Biz Nereye” – Dove stiamo andando
Sono rimasto legato alle tue parole,
Devo guardarti negli occhi.
Credere a tutto questo è difficile in un istante.
Chiunque prenderà ciò che c’è,
È sorto il vento, cosa resterà?
Se tutto questo è follia, allora io sono pazzo.
Anche se non volo nei cieli,
se fossi un uccello alla finestra,
anche se chiudessi la tenda,
io sarei con te.
Ho trovato una voce nel tuo nome,
Ho trovato mille colori nel tuo viso.
Questo è un mare di tempo,
Dove stiamo andando?
Anche se non volo nei cieli,
se fossi un uccello alla finestra,
anche se chiudessi la tenda,
io sarei con te.
Ho trovato una voce nel tuo nome,
Ho trovato mille colori nel tuo viso.
Questo è un mare di tempo,
Dove stiamo andando Eh?
